NOVECENTO:
IL LUNGHISSIMO "SECOLO BREVE"

“… Il secolo passato prova che la vittoria degli ideali è sempre effimera; ma se si riesce a salvaguardare la libertà, si può tuttavia ricominciare da capo. Non bisogna disperare, neppure nelle situazioni più disperate…”

Leo Valiani

Con l’inizio della prima guerra mondiale, il 1914, alcuni storici fanno iniziare la “novella storia”, cioè la nostra “storia contemporanea”. Storia densissima di eventi e trasformazioni, di colpi di scena e vicissitudini prevedibili, di guerra e pace, di aspirazioni e disillusioni, di straordinari fatti collettivi intrecciatesi via via con personaggi illustri e persone sconosciute. “Storia maggiore”, quella codificata nei manuali di studio e presentata dai testi storiografici e “storia minore”, fatta dalla gente e dai singoli, a volte relegata fuori dalle luci della ribalta. Storie che formano un unicum coinvolgente di accadimenti e di significati.
Di questa storia, che abbraccia quasi per intero l’arco di un secolo, L’Azione, fondata nel 1914, è stata uno dei protagonisti.
Nel leggere l’avventura umana vissuta nel territorio che va dal Piave al Livenza e dalle Prealpi al mare - ora attraverso il reportage di cronaca, ora con le note editorialistiche o con il commento il giornale diocesano ha offerto, del Novecento, spaccati interessantissimi e a tratti sorprendenti, facendosi narratore e interprete di una realtà di periferia apparentemente minuta, di fatto sempre attraversata, quale compartecipe, dalle grandi folate delle vicende universali.
Il racconto che ne esce appare multiforme: la “piccola” storia si scontra o si fonde con quella “grande”, può trovare in essa la sua immagine speculare o diventare al contrario la sua zona d’ombra, costituirne un frammento o una pietra angolare. Del resto il XX secolo può essere considerato davvero, come scrisse uno storico italiano, “il tentativo sempre ripetuto di capirlo”.
Questa mostra sarà fruibile ravvedendo in essa una duplice finalità. E’ un’occasione per rivedere la storia del passato novantennio attraverso gli occhi de L’Azione e per riandare, contemporaneamente, mediante un gioco implicito di comparazione, alla storia de L’Azione stessa.